Altezza: 1.80cm
Corporatura: Robusta ed Agile
Occhi: Neri
Capelli: Neri e corti
Allineamento: Legale/Malvagio
Carattere: Fermo ed ostinato. Ha dei Principi Spirituali e Morali che difenderebbe a costo della vita. Si sente un predestinato, un Prescelto. Non ama dedicarsi a passatempi inutili che non siano la meditazione e l'accrescimento del proprio potere nei confronti di Herasamael stessa.
Età: 18 Anni
Classe: Chierico
Divinità: Herasamael



Judah nasce in una piccola casa nelle periferie di Skara Brae. Suo padre era un vecchio mercenario che ancora conservava la divisa da GBA, la madre un'assistente del curatore di Skara ormai dedita al cucito ed alle faccende di casa. Il ragazzo cresce forte, temprato dai duri allenamenti a cui il padre era solito sottoporlo: Da lui impara le tecniche base del corpo a corpo e l'utilizzo di ogni mezzo per poter raggiungere il proprio scopo, ma fin da subito capisce di essere destinato a qualcosa di più che proteggere quella capanna dagli attacchi ormai sempre più isolati delle creature del bosco.
La madre contribuì alla sua formazione indottrinandolo al culto di Herasamael, narrandogli le leggende che legavano "La Vecchia" alla sua città ed alla sua stessa Famiglia.
Fù La padrona della vita e della morte infatti a legare le anime dei due genitori, il cui incontro fù benedetto con il dono della Vita, Judah Iscar stesso.
Dovette aspettare l'età di quindici anni però, per apprendere da Lei la sua prima lezione.

"Si era allontanato troppo, questa volta.
Tobia amava essere inseguito dal giovane Judah, che da qualche anno però faceva quasi finta di non riuscire a raggiungerlo. Su quell'ormai anziano cane di grossa taglia dal manto brizzolato andavano facendosi spazio i sintomi di una vecchiaia che il suo carattere giocoso aveva sempre saputo nascondere; Judah invece, ogni giorno che passava diveniva sempre piu agile, sempre più veloce.
Lo lasciò prendere terreno in direzione del bosco... voleva mettersi alla prova.
Non gli fu difficile seguire le orme del cane: zoppicava appena dalla zampa destra anteriore e quindi le orme opposte risultavano marcate; ma man mano si inoltrava nel bosco, un insolita sensazione si faceva largo in lui: Fremeva, tremava. Ci mise poco a capire che le orme portavano verso una piccola palude ai margini opposti del boschetto, zone che frequentava spesso con il padre quando cacciavano. Si sistemò dietro un folto cespuglio di rovi e da lì osservò: Tobia era lì, immobile che fissava quel piccolo stagno d'acqua putrida formatosi dalla scorsa stagione delle pioggie.
Sapeva non era buon segno.
Al suo sporgersi, per indagare sull'eventuale presenza di qualcosa oltre la pozza, ruppe un ramoscello. Tobia, per nulla sorpreso, si spostò di poco a lato come a "coprire" la visuale del ragazzo; assumendo una posizione di difesa. Fu allora, che Judah notò quelle strane orme tutt'intorno la pozza d'acqua e lasciandosi graffiare spalla e braccio dal rovo scattò in avanti verso l'amato compagno di avventure.
Fu un veloce susseguirsi d'azioni: il cane si voltò per seguire la corsa del padroncino ma in quell'attimo e con uno scatto fulmineo un alligatore divorò quei pochi metri che lo separavano da Tobia e, spalancate le fauci, gli chiuse la sua morsa sugli arti posteriori; fatto ciò iniziò ad arretrare, trascinandoselo da dov'era venuto.
Judah non rallentò, anzi... ispirato da una forza che non sapeva appartenergli si lanciò sull alligatore, montandogli sulle spalle e cingendogli instintivamente le fauci con le braccia. La bestia iniziò a dimenarsi, stringendo al contempo la presa.
Fù un attimo, quello che bastò al ragazzo per raccogliere quanto coraggio avesse in corpo per mollare la presa ed afferrare con entrambe le mani il suo dilettantistico coltellino.
Urlò con quanto fiato avesse in corpo tutta la la rabbia che aveva accumulato: fu come un brivido che iniziò dal fondo della sua colonna vertebrale, e passate una ad una le vertebre gli uscì fuori con una violenza mai espressa prima d'ora:

FERIO!


Vi fù un lampo, poi veloce come il suono ad accompagnare la coltellata del giovane una saetta colpì nello stesso punto del cranio dove poco dopo s'infilzò il coltello di Judah.
Da quel momento, il silenzio.

Il giovane riaprì gli occhi malvolentieri, svegliato dai lamenti di Tobia. Era stanchissimo, si sentiva svuotato. Sotto di lui, giaceva ancora l'enorme Alligatore; era un esemplare giovane, era una femmina. Sotto, ancora nella morsa dell'animale giaceva Tobia; incredibilmente cosciente... poco lontano, accanto al Cespuglio una figura sembrava osservare la scena anche se il giovane non le badò minimamente. Tobia non aveva più la forza di lamentarsi, era dilaniato e per quanto il ragazzo provava ad aprire quelle enormi fauci non vi riusciva.
Restò diversi minuti al suo fianco, spaesato.
Notò solo allora l'oscura figura avvicinarsi lenta, quasi zoppicante.


"Chi sei!" Intimò Judah
Ma per risposta ebbe solo un indicazione.
L'eterea Oscura sporse dalla veste l'indice raggrinzito ed indicò l'alligatore col cranio squarciato
"Sono colei che hai pregato in richiesta d'aiuto, sono Colei che ti ha risposto, sono Colei che ti ha dato il potere di compiere il tuo destino"
Disse quella che si rivelò una Donna con una voce lenta e rauca e dicendo ciò riportò a se il braccio, continuando...
"Dimostrami che sei degno e sarai fra i pochi a godere dei miei doni"


Dette queste parole, sembrò dissorversi nel venticello che da poco batteva sull'area.

Judah sembrò esitare un attimo, poi strinse il vecchio amico in un abbraccio che terminò poco dopo assieme ad i suoi gemiti. Graffiato, sporco e segnato tornò a casa.

Solo. "Era solo una visione" pensò. "Doveva esserlo per forza.." continuò a pensare...

Per i tre anni a seguire, Judah rivalutò e riascoltò tutte le leggende che aveva sentito dalla madre; ora riusciva a vedere in esse quello che mancava. Era vero che l'Oscura Signora della Morte e della Vita vegliava su di loro, ma era altrettanto vero che in Judah vedeva qualcosa. Egli sfruttò ogni attimo che aveva per frequentare gli adepti del culto nella grande Skara, dove iniziò un sentiero che per sempre cambiò il suo modo di vedere le cose.

All'età di 18 anni e qualche mese, il mondo intero iniziò ad accusare strani sintomi: Terremoti, frane e fiumi che fermavano la propria corsa... ma c'era qualcosa di più... Il giovane Judah, che aveva imparato a sentire e comunicare con la stessa Dea non riusciva più ad avere contatti con lei; e l'intero culto di Skara sembrava vagare nell'ombra. Decise così di prendere lo stretto necessario per iniziare un viaggio che lo avrebbe portato alla ricongiunzione con Herasamael stessa.