Era una giornata come le altre, il sole non era mai troppo alto su nel cielo quando Hugo decideva di trascorrere quei momenti solitari che lo caratterizzavano fin dalla nascita. Sebbene appartenesse ad un branco, il tanto cercato branco, sapeva di essere un personaggio silenzioso sebbene non sarebbero mai mancati quei tratti disgustosi che ormai la citta' di Britannia conosceva bene, tipici invece della citta' del Nordland. Era una giornata come le altre, si sarebbero spaccate teste di drago, si avrebbe avuto il solito scambio di poche opinioni con i Furies, si sarebbe felicemente incontrato Drusilla che Hugo adorava guardare nei suoi occhioni.

Cosi' doveva andare, riuniti con i fratelli, Hugo era pronto ad affrontare un'altra delle sue solite avventure, si chiacchierava, c'era "Aria di Festa", quando ad un tratto: "AIUTOOO.. AIUTATEM..." Udirono urla da lontano tutti i presenti, anche se all'inizio sembrava essere solo un eco dell'aria diverso da quello solito. Hugo sobbalzando disse: "Fratelli? Avete sentito?". Fratello Rujk non riusciva bene a scrostarsi il cerume dalle orecchie, il solito tipo inodore all'esterno ma talmente putrido internamente che cio' distingueva la sua forza, indomabile cinghiale!

Ad un tratto le grida continuarono, il messaggio fu molto piu' chiaro, molto piu' calzante, deciso, tremolante, carico di paure, forse *IL* grido. Questa volta anche fratello Brey aveva udito, tutti i presenti cercarono di spiegarsi le motivazioni di questa disperata ricerca, tanto che Rujk fece la scelta piu' saggia, la scelta piu' ovvia e piu' tatticamente consigliabile: dividersi e cercare uno a nord, un altro a sud ed il successivo fratello recarsi a ovest, siccome nell'immediato est vi erano montagne altissime che avrebbero impedito a qualsivoglia suono di perpetrare la dura roccia di granito, se non il classico suono degli stambecchi abitanti di quelle cave.

Le ricerche sembravano vane, Hugo da solo verso nord non riusciva a trovare nulla, un non nulla considerato l'incessante suono di quella voce che riecheggiava nella sua mente insieme a tanti altri pensieri che piu' tardi si sarebbero manifestati in gesta forse estreme; gia', perche' Hugo aveva notato il rossore del volto di fratello Brey, che gia' in prima istanza urlo: "Perche' indossi un armatura non fatta da nostro fratello Ron!" come se si potesse quasi leggere una targhetta, pensava Hugo, che distingueva il forgiare le diverse armature, come se fossimo esperti a vista d'occhio di armature distinte per colore. Hugo non capi' come aveva fatto il fratello a sapere che quella magnificenza era opera di altro battiferro, come se fosse illegale portare armature di altri, come se non sapessimo che proprio le nostre spade erano DI altri. Ignoro' la situazione.

Cercava dunque, cercava verso nord, ma ad un tratto un nuovo grido: "AIUTOOO.. SONO IN PERICOLO... DESTTTTAAAA.... GRRR" continuata da diversi ruggiti, forti, penetranti, enormi e dalla caratura di creature grosse, imponenti:
*DEST? Destaa.. MA CERTO, DESTARD*

Hugo aveva capito, si reco' immediatamente alle grotte di Destard, fu il primo ad arrivare, fu il primo ad entrare in quelle grotte talmente oscure ma cosi' conosciute che gli sembrava di essere giunto in un posto diverso quella sera, in delle grotte completamente abitate dai draghi, questa volta si trovo' di fronte a esseri fatti di carne e budello, di ossa ritrite a sangue percolante, non sapeva che bestie fossero ma comincio' ad abbatterne qualcuna e noto' che sottraevano della vita al proprio incarnato, era bruciante ed incessante la risposta agli attacchi sebbene fosse in grado di sopportarli. In breve tempo arrivarono anche fratello Rujk e fratello Brey e notanto il loro Hugo in pericolo ci diedero dentro di santa ragione.

Anche loro notarono qualcosa di diverso in quelle caverne, abomini mai visti, creature fatte di carne putrida che provenivano dal sottosuolo. Decisero di sterminare quegli scempi dato che la voce gridante aiuto proveniva da quelle grotte ormai. Cercarono disperatamente in tondo qualche anima pia che fosse evidentemente in cerca di un aiuto. Si ritrovarono di fronte ad altre creature, demoni fatti di ossa e fumo, scempi della natura, non morti in grado di camminare nella terra dei vivi.

I demoni risposero agli attacchi lanciando ossa, terra, e sferrando i loro colpi piu' fatali, facendo peraltro cadere fratello Brey che per un attimo svenuto non si rese conto del macello intorno ad esso, ora una Viverna enorme ci attaccava, fino ad incontrare poi il SIGNORE DEGLI ABISSI, l'unico e solo, il LORD dei LORD, che si distingueva dal suo putrido odore e dai suoi molteplici tentacoli che lo differenziavano nei libri dalle conoscenze negli abissi. Dietro al marasma piu' completo ed al caos che incombeva in quelle terre, i Furies accoppavano di volta in volta sempre piu' demoni, sempre piu' signori dell'oscurita' fino a giungere dal signore degli abissi che rivolse loro parola: "PER QUESTA VOLTA AVETE VINTO", combattendo spari' nella terra, scomparso nelle viscere scure della fanghiglia che produceva attorno ad esso. Ma forse un lieto fine?

La voce che udivamo: un essere piccolo, dolce, con delle ali spezzate, un corpicino esile che a malapena le permetteva di volare. Hugo non era in grado di pronunciare il suo nome, non era capace poiche' come sempre la sua dialettica era grezza e trinariciuta. Lei disse di chiamarla Fata. La fata, un esserino docile, giulivo, che si racconta nei libri per bambini come una fanciulla dalle ali appena visibili, la cui polvere era possibile utilizzare in diversi modi. Purtroppo la fata fece capire ai presenti che i tempi erano oscuri, una lacrima avrebbe salvato...
*UN SUONO FORTE: Hugo, amnesia totale*

Hugo mentre ascoltava quelle parole ebbe un momento di incoscienza, un fermo della sua vita, un attimo di assoluta incertezza. Si risveglio' dopo un po', la Fata era sparita ed i suoi fratelli dissero di recarsi nelle terre del Nordland, Hugo non sapeva il perche' ma fece come loro. Uno sciamano, della polvere, Hugo era confuso, provo' a chiedere spiegazioni ai suoi fratelli ma molte poche furono le parole di attenzione dedicate nei suoi confronti, forse qualcosa doveva essere fatta in fretta.

Doveva cercarsi uno sciamano, nel villaggio, avrebbe dovuto fare qualcosa, Hugo non aveva idea di cosa. Completamente perso in quello che non riusciva a comprendere, semplicemente seguiva i fratelli.

L'incontro con lo sciamano, la missione, corna, sangue di morto e fratello Rujk che senza senso diede un colpo in testa ad Hugo facendolo cadere dal suo lupo e rialzandosi vide il fratello inzuppare le sue bende nel sangue del fetido Hugo. Disse che forse poteva servire ad un certo rituale perche' lui puzzava molto, Hugo continuava a non capire, quello era il suo odore naturale.

Si torno' a Britannia, dove Hugo accusando il colpo decise di sedersi e questa volta i due fratelli Furies tornarono su un discorso, l'armatura in ossidiana che nelle loro menti sarebbe significato mala fede nelle capacita' del fratello Ron e questa volta insieme decisero di far perdere i sensi al giovane Hugo, gia' dolorante dell'ultimo colpo del Barbaro Rujk. Forse Hugo non era ben voluto in quel branco, decise quindi di fare un gesto estremo:

"Addio, da oggi avete un fratello in meno"
*Si toglie le vesti Furies*

I due ignorarono completamente le gesta, distratti forse dal luccicare dell'armatura in diamante. Anche Drusilla assisti' alla scena, forse l'unica che ci teneva davvero ad Hugo, *era piu' branco lei di quei due*. Forse Hugo non era adatto a stare in quel branco, forse la distanza avrebbe aiutato a capire cosa stava succedendo, se era quella sera, se era l'amnesia, se era da un po' che covava di essere differente da tutti i suoi fratelli Furies. Non capiva, si riuni' a loro dopo un segno di rammarico fra i presenti con tanto di lacrime della splendida Drusilla ma si congedo' ben dicendo: "Devo parlare con capo branchio, forse lui puo' capire cosa succede me"

Chiuse le danze, Hugo scrisse tutto a Lord Spawn anche dell'accaduto nelle grotte, lasciando una pergamena di carta sudicia a malapena leggibile di cio' che chiedeva, nei pressi della tinozza dei colori Furies: parlare, perche' forse era diverso, perche' questo gli aveva impedito di continuare ad essere nel branco.

Hugo, ora un'anima errante.