Rock Kho era un contadino onesto, per tutta la vita aveva portato avanti i campi datigli in concessione dal Signore di quelle terre, senza mai lamentarsi.
Aveva cresciuto i suoi figli con quel poco del raccolto che rimaneva dal tributo che ogni stagione doveva versare al Signore. Lui li amava, i suoi figli, "la sua unica ricchezza" li piaceva chiamarli quando gli arruffava i capelli prima di metterli a letto.
Così li vide crescere, cercando di insegnarli i giusti valori: l'onestà, il duro lavoro e l'amore per la propria famiglia.
E così li vide anche morire, quando quella maledetta pandemia li portò via da lui senza nemmeno poter arruffare un'ultima volta quei capelli biondi lucenti.
Quando si ammalarono cercò aiuto ovunque, dai sacerdoti della zona al suo Signore ma nessuno volle aiutarlo; tante porte gli furono chiuse in faccia da quelli che riteneva suoi protettori, "perché per tutta la vita ho contribuito alla loro ricchezza?" pensò, "perché non sono stato abbastanza furbo da fotterli come loro hanno fottuto mia moglie la prima notte di nozze?".
La rabbia e la disperazione lo avrebbero portato in poco tempo alla pazzia, se non fosse stato per quella benedetta pandemia, che lo uccise in pochi giorni.

Però la sua anima non poteva riposare, una vita di rimorsi non può soddisfare l'anima di un uomo. Rimase agitandosi e urlando per secoli nel limbo, lì dove nessuno poteva ascoltarlo, forse.
Perché ad un certo punto qualcuno o qualcosa prese quell'anima e la riscaldò, infondendoci i sentimenti di odio e vendetta. L'agitazione sparì e l'anima venne pervasa da un sinistro potere misto ad una sete di sangue senza eguali.

Riemerse dalla terra, si guardò intorno e vide diverse strane figure incappucciate che lo circondavano e lo guardavano.
La vendetta stava arrivando, la vendetta di Mal'Enah.