Era il giorno prima del’equinozio di autunno.
erano le prime luci dell’alba quando come ogni mattina Elward,un giovane contadino di 19 anni,si svegliò con i suoi fratelli Rick 17 anni e Lucy 8 anni, i suoi genitori Tom e Marla e insieme si recarono a lavorare campi non molto lontani dalla capitale.
Quel giorno dovevano mietere il fieno per l’inverno quindi si armarono tutti di falcetto ed iniziarono il faticoso lavoro.
Durante una pausa mentre Elward e suo fratello Rick si divertivano a fingere di essere dei cavalieri di Es suonandosele di santa ragione,loro padre che non vedeva di buonocchio quelle a suo avviso sciocchezze, li riprese in malo modo dicendogli di dimenticarsi di Es ,dell’arte della spada di tornare a lavoro,perche come amava sempre ripetere lui non nasce niente dove non si semina.
Non era un uomo cattivo loro padre solo un uomo ignorante.
Elward e Rick lo sapevano bene ma si allenavano con i bastoni di nascosto ogni sera,era piu forte di loro,piu forte della volontà di loro padre.
Si rimisero al lavoro annuendo,non avevano voglia di inutili discussioni ,falcetto in una mano il grano nell’altra,ne fecero davvero una bella catasta a fine giornata.
Si fece il crepuscolo e la famiglia si apprestò a tornare verso casa,sulla via del ritorno Lucy raccolse dei fiori per i fratelli che si mostrarono subito grati per il bel gesto.
Arrivati a casa Tom andò a governare il bestiame ,Marla si mise a cucinare e i ragazzi tornarono alle loro fantasie.
La serata trascorse velocemente in allegria, si fece tardi in fretta,la stanchezza si faceva sentire e la mattina dopo li aspettava un altra dura giornata nei campi,quindi si coricarono.
Elward piombò in un sonno agitato,quasi tormentato da visioni strane. Si sveglio di soprassalto pensò di aver mangiato troppo la sera prima,poi sentì dei rumori nei dintorni di casa.
I suoi fratelli piu piccoli e i suoi genitori dormivano vicino a lui,fece attenzione a non svegliarli mentre prendeva il falcetto e si vestiva poi scivolò fuori nel buio.
Nell’oscurità vide qualcosa muoversi ma non riusciva a capire cosa fosse.
Le bestie del gregge del padre muggivano nervosamente.
Si avvicino e quando finalmente gli occhi si abituarono alle tenebre vide che si trattava di un uomo chino sul corpo esanime di un animale che li per li non distinse.
L’uomo lo stava mangiando crudo.
Elward non fece neanche in tempo a chiedersi chi fosse l’uomo e da dove venisse che egli si volto,lo scrutò con occhi iniettati di sangue,un ghigno senza denti,orbite sporgenti e il volto semi putrefatto.
Il ragazzo rabbrividì,aveva sentito raccontare a un bardo una volta nella vicina taverna di queste creature chiamate “Non Morti” ma mai avrebbe pensato di ritrovarcisi faccia a faccia nelle terre di Lord British.
Pregò Es in cuor suo di aiutarlo ma l’abominio di alzò e si diresse barcollando verso di lui,estrasse la spada e disse:
<Questo era solo l’ antipasto adesso voglio un pò di carne umana...>
<no,ti prego no!!> risposte Elward
L’uomo scoppiò in una risata malefica.
Elward indietreggiò spaventato,sbiancò in volto,poteva sentire lo stomaco rigirarsi.
Il non morto fece un balzo ed atterrò il ragazzo che nel frattempo aveva lasciato cadere il falcetto.
Stava quasi per decapitarlo quando all’improvviso Rick che si era svegliato a sua volta per i rumori,si mise in mezzo ed il fendente che era destinato a Elward colpì il fratello a morte.
Il ragazzo era fuori di se dalla collera,si dimenticò della paura e dimenandosi dalla stretta del suo aggressore raccolse il falcetto e affrontò apertamente l’immonda creatura.
Il Non Morto ferì Elward alla spalla eil sangue scendeva copioso lungo il suo braccio,ma durante i possenti attacchi della bestia il ragazzo si accorse che non era ben piantato a terra con i piedi quindi decise di concentrarsi sulle gambe dell’avversario facendo ricorso a tutta la sua destrezza, e cosi colpo dopo colpo riuscì infine a fiaccarlo,gli montò sopra e iniziò a menare fendenti a ripetizione.
Avevano fatto talmente tanto trambusto che tutti in casa adesso erano svegli,il padre sulla porta assistì alla scena finale del combattimento incredulo,appena si accorse del figlio Rick al suolo gli si riversò sopra insieme alla moglie e ruppero il silenzio con un rumoroso pianto.
Elward si trascino sulle spoglie del fratello, anche lui passata l’adrenalina del combattimento scoppiò in un pianto disperato,pregò e ripregò Es ma suo fratello il suo confidente il suo unico amico se ne era andato per sempre,niente glielo avrebbe mai reso.
Il giorno dopo si svolse il funerale, una cerimonia spartana presenziata solo dalla famiglia e dal prete,e proprio mentre il prete faceva l’omelia fù in quel preciso istante che Elward prese la decisione di lasciare quella casa,la sua famiglia,di allenarsi per mettersi al servizio di Lord British,magari diventare cavaliere ma comunque fare qualcosa di concreto contro quella piaga immonda che gli aveva portato via il suo amato Rick.
La sera stessa si congedò dai suoi familiari,lo stesso padre che non approvava fino al giorno prima lo benedì e gli disse che era destinato a qualcosa di piu di una vita semplice,di imparare tutto quello che puoi su questo mondo e far si che nessun altra famiglia debbe passare quello che abbiamo dovuto passare .
<E adesso dove andrai andrai?> gli chiese la madre piangendo
<Non lo so ,forse a Britain forse a Serpent’s Hold, sicuramente dovrò iniziare un addestramento ,ma tranquilla madre avrete presto mie notizie>
Abbracciò la sorella senza dire una parola,si voltò e si incamminò a piedi verso la capitale.
Che Es mi accompagni nel tragitto...