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  1. #1
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    Una vasta desolazione nelle piazze degli Umani [Hugo Bidal]

    Era ormai tempo che nulla accedeva. Gli umani che Hugo conosceva sembravano quasi scomparsi nel nulla, senza lasciare traccia, senza lasciare alcun tipo di segnale positivo o negativo che fosse, a ragion della loro prolungata assenza e, forse del loro prolungato errare. Le persone che Hugo aveva conosciuto erano lontane da lui, probabilmente sempre di pių: Artas, conosciuto inizialmente come "Il Blanco", sparito.. Ruyk, un tempo fratello di casata, scomparso nel nulla.. Breykor, nessuna traccia nemmeno domandando alle guardie del campo Furies.. Spawn, il Capobranco, forse nei paragi di Bucca.. Nyota, al tempo una maga conosciuta, chissā in quale caverna si sarā cacciata.. Grampasso, uno degli ultimi fratelli Furies conosciuti.. Ramiro, lo stregone dei Furies, mai pių visto.. Elward, un nuovo guerriero che non ebbe pių modo di intravedere.. Leya, bellissima donna, perse le sue tracce.. Drusilla, forse l'unica donna che ebbe il coraggio di apprezzare Hugo per quello che era.. Amanda, musicante.. Logan.. Ce ne sarebbero tanti altri nella testa bacata di quel barbaro, ormai diventato pių vecchio e forse meno abile nel concepire una qualsivoglia forma di comprensione.

    La piazza di Britannia stava diventando una piazza povera, ricca solo di guardie, di viandanti che continuamente chiedevano di essere scortati in chissā quale luogo e sporadicamente di personaggi tardivi e fuggiaschi che contemplavano chissā quale complotto contro di loro. Forse c'era qualcosa nell'aria? Forse qualche presagio qualche oscura presenza? Forse giravano voci cattive e ignare nella serenitā delle cittā umane? Hugo non avrebbe mai avuto a che fare con le profonditā degli inferi ma di certo non poteva starsene con le mani in mano. Continuava a cercare, a viaggiare, ad esplorare, ad affrontare intere caverne da solo, consapevole che prima o poi avrebbe forse incontrato qualche novitā sul suo cammino.

    La sua esperienza di certo cresceva, invecchiando, giurando fedeltā all'unica cosa che mai l'avrebbe tradito: la sua spada. Non come gli uomini che sparlano, non come le bestie che cercano di convincere i propri simili ad attaccare una preda indifesa, imprecando ed ingiuriando contro qualcosa o qualcuno, l'immaginario.
    Ultima modifica di Victor Vestum; 01-18-2021 alle 16:36
    Hugo Bidal - L'indomabile barbaro
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  2. #2
    Member L'avatar di Victor Vestum
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    Re: Una vasta desolazione nelle piazze degli Umani [Hugo Bidal]

    Ed infatti non manco' molto la risposta del fato, del destino che tanto gli sembrava infausto.. Dopo poche lune, Hugo fece un incontro notturno che mai si sarebbe aspettato dopo cosi' tanti soli trascorsi e tramonti scuri. In una notte nera, dove il deserto sembrava sempre padroneggiare le sponde dell'aria in tempesta, da lontano intravide lui: Ramiro! Non gli parve vero. Quel vecchio intruglio di unguenti e magie sacre era proprio accomodato su di una panca nei pressi della piazza principale di Britannia.

    Non gli parve vero: ricordava Ramiro con abiti decisamente diversi, di un colore verosimilmente rosso fiammante, con riflessi neri, scuri come la pece. Lo rivide in un abbagliante abito bianco candido, simbolo della sacralita'. Hugo strizzo' per bene gli occhi prima di fare mente locale e poter finalmente salutare quel lontano conoscitore di arcani e spiriti. I due si scambiarono non poche parole, apprezzamenti per la maggior parte ed Hugo ebbe senza dubbio una spiegazione piu' che rilevante dell'assenza e mancanza di quella sua ricomparsa. Il viaggiare, l'errare nei secoli, non risparmio' nemmeno Ramiro.

    I due pero' non persero tempo in tantissime chiacchiere e decisero di affrontare le bestie probabilmente piu' feroci che possano esistere sulla faccia di Sosaria e delle caverne conosciute: quei mezzi ragli e mezzi uomini, distruttibili solo grazie alle potenti magie impresse sugli anelli sacri delle lande di ghiaccio. Fecero una strage, fecero di quelle grotte un deserto, proprio come poco prima le strade di Britannia.

    Adesso per Hugo, una volta congedatosi dal suo ritrovato Ramiro, doveva pero' soltanto fare i conti con le sue perplessita'. Perche'? Perche' per lui quel deserto, era un cattivo presagio, forse per tanto tempo lo era stato e proprio la ricomparsa di un uomo capace di grandi rituali sacri come Ramiro, poteva essere un bene, come poteva essere un forte segno di sventura. Perche' proprio Ramiro fra gli intensi ricordi del Barbaro? Per Hugo l'arcano ed il magico non erano mai stati comprensibili.

    Non tardo' pero' ad arrivare una risposta molto piu' chiara di quanto si aspettasse! Qualche luna dopo il caro ed ormai invecchiato Hugo, subita la trasformazione dal bruno del suo capello al chiaro pagliericcio, ebbe modo di incontrare una seconda sua conoscenza; piu' recente, piu' bella senz'altro allo sguardo: Lady Nyota! Anch'essa ricomparsa dalla mente di Hugo dopo parecchio pellegrinare. La maga si presento' sempre piu' bella ai suoi occhi, sempre piu' affine alla delicatezza che solo una donna con quei tratti e lineamenti candidi possono restituire ad un incanto di visione.

    Ma ecco! IL PRESAGIO MALEDETTO! Una guardia si avvicina ai due: "CORRETE, LA CITTA' DI BRITANNIA E' SOTTO ATTACCO! AD OCCIDENTE! IL PASSO VERSO OCCIDENTE! E' STATO ATTACCATO! PRESTO CORRETE! SALVATECI!"

    Silenzio..

    Silenzio..

    Silenzio..

    Un vecchio ricordo salto' alla mente di Hugo..

    Brividi..

    Paura..

    Terrore..

    Guerra..

    Non c'era tempo da perdere! I due si misero subito in cammino verso il passo.. QUEL PASSO! Che gia' infinitamente tempo addietro era stato bersaglio preferito da ben altre creature e difeso con un esercito di cui ora se ne sente solo un respiro gracchiante e desolato, esattamente come poco prima le strade della Capitale.

    Un orda di Topi stregoni, arcieri, guerrieri, una vasta infinita' di essi avevano colpito il PASSO A OVEST DELLA CAPITALE! Non succedeva da intere generazioni! Nyota capace di abili incantesimi non tardo' nel suo compito di evocare potenti creature che schernissero l'orda, che facessero da muraglia imponente alle mura della citta'.

    Hugo non tardo' ad impugnare quella mazza del ghiaccio che lo rese impenetrabile ad ogni tentativo di attacco, non senza ferite, ma impenetrabile! I topi continuavano ad aumentare, le abilita' dei due venivano messe a dura prova da violenti incantesimi resi ancora piu' penetranti dalle capacita' di topi addestrati proprio per l'occasione. Il sangue di quelle orrende bestie scorreva senza fine ma, questa volta, per fortuna LA BATTAGLIA FU VINTA.

    Poco dopo i due incontrarono una ragazza, dolce, tenera, labile, delicata, candida, legata fortemente al tronco di un albero, proveniva da Yew, il suo nome: Janelle. Non fu di molte parole in quanto terrorizzata persino dai due suoi improbabili salvatori che, ahime', erano ricoperti da ogni tipo di poltiglia organica conosciuta. Come poter biasimare una visione cosi orripilante in un salvatore di vita? Ovvio. Dopo poco pero', i due con fare morbido e distinto da un fortissimo senso del dovere, riuscirono a riportare Janelle sana e salva al suo villaggio, tramite un sicuro portale, senza ottenere troppe spiegazioni del perche' era stata rapita da quegli esseri. Ma forse era meglio cosi'.

    Anche perche' ad Hugo, ancora il pensiero che quel PASSO fosse stato cosi' attaccato per una seconda volta.. proprio non andava giu', proprio non si capacitava di quei segni. Il primo, il secondo.. Nyota era ottimista.
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